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Pascoli e il Temporale giapponese

Un bubbolio lontano…
Rosseggia l’orizzonte,
Come affocato, a mare;
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare,
tra il nero un casolare,
un’ala di gabbiano.

        (Giovanni Pascoli. Il temporale)

E leggendo questa bellissima poesia di Pascoli mi sono chiesto se potesse avere qualcosa a che fare con gli Haiku. Il componimento è in settenari, proprio come una poesia giapponese, e anche se non rispetta la regola dei tre versi, l’area semantica, il linguaggio estremamente evocativo, i colori, le sfumature, la natura onnipresente mi evocano quel senso di semplicità che cela qualcosa di profondo che trovo sempre negli autori del Sol Levante. Una comunione con la natura assoluta, che mischia il naturale con l’artificiale. La maniera sublime di creare in poche righe e con poche parole degli affreschi epici attraverso la pioggia, i gabbiani, un casolare. Per non dimenticare il boom della moda giapponese che imperversava in quegli anni!

Temporale estivo:
viene a serrare la porta
della capanna di paglia.

                    (taigi)